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Dante, il Profeta e il Libro.

Dante, il Profeta e il Libro.

La leggenda del toro dalla Commedia a Filippino Lippi, tra sussurri di colomba ed echi di Bisanzio.

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Dante, il Profeta e il Libro studies the role of the Holy Book in the legend of the bull in the Divine Comedy and in particular in Inferno 28 and in Filippino Lippi's The Adoration of the golden calf. The poet Dante condemns Mohammed, the Prophet of Islam, to Hell (Inferno 28) not as an heretic, but as a sinner of Malice for being a schismatic. His punishment is to be divided into two on account of the religious rift he brought about. In 1502 the painter Filippino Lippi makes an enigmatic yet innovative allusion to Exodus 32: 1-6, when the Israelites worshipped the golden calf while Moses was on the Mount Sinai. His painting suspends the bull in the air, endowing it with liveliness, not immobility, and not gold as in the Old Testament tradition. Why did Lippi chose to represent a dynamic bull rather than the golden calf? The answer may lie in an unusual tie between Mohammed and the bull that according to a Byzantine legend soon known also in the West, brings between its horns the Holy Book of Islam to the new Prophet. Who wrote that Book? God or Mohammed himself? Studying, through numerous texts and images, the relationship established by the prodigious delivery of the Laws of Islam between Mohammed and Moses, Morosini traces back the role played in that legend by the Book, as guarantor of prophetic Truth for Dante and Filippino Lippi and shows how that legend led Dante to place Mohammed among the schismatics and sowers of discord, finally determining the peculiar division he suffers in Hell and his unique relationship with the Poet-Pilgrim. Ultimately the question was not a religious one, but rather a matter of civilization and knowledge, convinced both that only Wisdom, the Wisdom of the Book, could vanquish Malice, as one can read in Filippino Lippi's Triumph of Thomas over the Heretics in the church of Santa Maria sopra Minerva in Rome: "Sapientia vincit malitiam".

Morosini's Dante, Il Profeta e il Libro, includes 112 beautiful images in color, from XIII to XVI Century.


Già verso il XII secolo inizia a circolare nel Mediterraneo una leggenda nata nellOriente cristiano e subito diffusa in Occidente: la leggenda del libro sacro mandato da Dio al Profeta per mezzo di un toro che lo porta tra le sue corna, sotto gli occhi della folla attonita riunita su una montagna, proprio come Mosè sul Sinai riceve le tavole della nuova Legge. Unaltra leggenda, più diffusa in Italia e tra i commentatori danteschi del XIV secolo, racconta di una colomba che un religioso, irato contro la Chiesa, ha addestrato a beccare nellorecchio del giovane Maometto, in modo che si creda che sia lo Spirito Santo disceso a dettargli la nuova Legge dellIslam.
Questo saggio studia il ruolo del Libro sacro nella leggenda del toro nella Commedia di Dante, e in particolare nel canto XXVIII dellInferno, e nel dipinto lAdorazione del vitello doro di Filippino Lippi (1502).

Nel canto XXVIII dellInferno, in cui sono puniti gli scismatici e i seminatori di discordia, Dante non spiega quale sia la colpa del personaggio Maometto che, diviso comè, sembra essere proprio un libro che si squaderna, aperto e lacerato: secondo la legge del contrappasso, potrebbe essere quel Libro portato dal toro, che, secondo i polemisti cristiani, era la contraffazione e manipolazione della Bibbia.

Per comprendere gli elementi costitutivi del dipinto del Lippi il saggio tiene conto dellimpatto prodotto in Occidente dalla caduta di Costantinopoli (1453) e dal timore per lespansione turca, e in particolare dellimportanza del Libro - e quindi della conoscenza - nel ciclo di affreschi della cappella Carafa in Santa Maria sopra Minerva (1488-1493), una chiesa sorta proprio nei pressi del tempio di Minerva Calchidica. Arriva così a proporre una nuova ipotesi di lettura di quel toro sospeso in aria: se rappresenta il nuovo idolo adorato dal popolo in preda allirrazionalità e al delirio, il quadro esprime il timore di una nuova barbarie che si contrappone alla compostezza dei costumi e di un atteggiamento misurato incoraggiato dal sapere cristiano e antico racchiuso nel Libro, contro ogni forma di oscurantismo.

Roberta Morosini è Professore Ordinario di lingue e letterature romanze presso Wake Forest University (USA). Si interessa di geografia letteraria e dei rapporti cristiani-musulmani in una prospettiva pan-mediterranea.
E' autrice di numerosi saggi su Boccaccio, sul viaggio delle donne e dei testi nel Mediterraneo medievale, e in particolare su Maometto e Alessandro Magno nella tradizione narrativa italiana (XIII-XVI) di cui è in preparazione il primo studio sistematico in inglese e in italiano.

Introduzione
Ringraziamenti

I parte. Linvenzione letteraria del Nemico
1. Sussuri di colomba
2. Gli angeli e il mal caduco
3. Echi di Bisanzio

II parte. Sapientia vincit malitiam
4. Una lettura metaletteraria di Inferno XXVIII
5. Il Poeta, il Profeta e il Pittore. La leggenda del toro nellAdorazione del vitello doro come Apis di Filippino Lippi

Bibliografia
Tavole

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