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Felicità della pittura

Felicità della pittura

Edgardo Zauli Sajani da Forlì a Roma (Prezzo per istituzioni - Price for Institutions)

  • Series: Cataloghi Mostre, 69
  • Pages and Illustrations: 242, 30 b/w ill, 80 colour ill.
  • Publication Year: 2019
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Mostra - Velletri Convento Del Carmine, Refrettorio.
7 Dicembre 2019 2 febbraio 2020


Dopo il successo di Juana Romani, la petite Italienne (2017), lAccademia, con una scelta dedicata a protagonisti dimenticati della Pittura, propone nella sua sede di Velletri la riscoperta di Edgardo Zauli Sajani (1874-1944), pittore forlivese, con una mostra nel settantacinquesimo della scomparsa. Autore nel 1929 di commissioni pubbliche di rilievo, quali il Ritratto di Vittorio Emanuele III e il Ritratto di Benito Mussolini (dipinti in mostra) per la residenza podestarile di Forlì, Zauli Sajani si forma a Roma fino al 1897 allIstituto di Belle Arti con Filippo Prosperi, pittore purista. All'ingresso nel nuovo secolo Zauli si confronta con la visione divisionista di Balla, come attestano i due studi in mostra: Ritratto di ragazza, Natura morta con frutta. Il refugium di Edgardo, uomo schivo e poco incline alle relazioni, per sperimentare la felicità della Pittura è Velletri, sua seconda, carissima Patria, dove diviene lArtista, apprezzato e stimato da unintera comunità. Da qui egli mantiene relazioni con Forlì, inviando sue opere a mostre in Romagna, o realizzando splendide pergamene celebrative di personaggi illustri (Crispino, Longo, Pedriali, Paulucci di Calboli Barone). La mostra, frutto di studi e ricerche, ricostruisce una carriera d'artista nel contesto in cui si svolse, riportando nella città laziale ben 47 dipinti, in prestito dalla Pinacoteca Civica di Forlì. che dimostrano profonda sensibilità dinterprete per gli splendidi ritratti femminili, non immuni dal fascino del decadentismo, e per il paesaggio, raffigurato sempre dal vero con raffinata maestrìa di acquarellista. Nel Refettorio del Carmine, spicca in mostra il grande dipinto Azalea. Ritratto di giovine signora, memore delle atmosfere boldiniane, medaglia doro per la Pittura allesposizione di Forlì (1907), restaurato grazie ad un contributo di Volscambiente , partecipata del Comune di Velletri. Attraverso gli splendidi Autoritratti ad olio, ben quattro, è possibile seguire la vicenda esistenziale dellartista, dalla prima gioventù alla maturità; tra i pastelli un magnifico Ritratto della madre, che richiama suggestioni dal Boccioni di primo secolo, e Il fratello Giulio, personaggio di riferimento per i contatti con Forlì. Notevoli i piccoli dipinti, che catturano scorci di Velletri (Strada con carretto a vino romano; Strada con arco) o dei pittoreschi dintorni (La Sipportica a Cori); le vedute en plein air, in cui il forlivese esprime un vibratile, trepidante sentimento dellAntico (Arco di Tito) e del paesaggio (Casa con albero ).
Le sue attività nella città laziale, restituite dal ricco catalogo, a cura di Marco Nocca sono molteplici: professore di disegno delle Scuole Tecniche, scenografo di film muti qui precocemente prodotti, illustratore di volumi e grafico (sua la Tessera del partito socialista prima della scissione di Livorno del 1921). Direttore della locale Scuola d'Arte e Mestieri dal 1898 al 1935, egli impegna gli allievi artigiani nelle occasioni particolari in cui la città si presenta allesterno, restituite dal video in mostra (Esposizione Agricola e di Zootecnia, 1904; Arco di Trionfo per lingresso di Vittorio Emanuele, 1927; Festa nazionale dellUva, 1930; Visita di Benito Mussolini per linaugurazione dellacquedotto del Simbrivio, 1932) , facendo loro raggiungere livelli d'eccellenza nazionale: nel 1943 la Regia Scuola dArte di Velletri è tra le eccellenze dellIstruzione Artistica italiana, con un volume dedicato nella collana Le Monnier. Già dal 1935 Zauli si è stabilito definitivamente nella città laziale. In occasione del bombardamento alleato di Velletri del 22 gennaio 1944, il giorno dello sbarco di Anzio, lo studio-abitazione dellartista, in via Castello viene distrutto. Ai primi di giugno dello stesso anno, Zauli muore a Roma per emorragia cerebrale, ed è ivi sepolto al Verano. Nel 1947, per espressa volontà di un gruppo di cittadini, il pittore viene trasferito nel cimitero monumentale di Velletri, in una tomba terranea in evidenza, costruita con una sottoscrizione, in segno di gratitudine per lopera di didatta qui svolta; gli viene dedicata una strada nel centro urbano.
Le opere superstiti del maestro, custodite altrove dalla famiglia, vengono donate dalle eredi alla Pinacoteca civica di Forlì a partire dal 1998 e qui esposte nel 1999 (Edgardo Zauli Sajani: una donazione, un ritorno, a c. di G. Viroli) rendendo possibile la conoscenza di un pittore lasciato in ombra. A ventanni da quella esposizione, nel clima critico odierno di riconsiderazione dellarte italiana della prima metà del XX secolo, questa mostra mette a fuoco un artista singolarmente solitario, alternamente legato, nella sua epoca, ai linguaggi della pittura della penisola. Il catalogo, con il contributo di specialisti, illustra la sua vicenda artistica e professionale, proponendo lopera di Zauli sinora rintracciata, qui arricchita per la prima volta dalle immagini delle opere perdute (ritrovate da Luciana Prati nel Fondo Piancastelli della Biblioteca Comunale di Forlì) e dal materiale donato dalla pronipote Liliana Ceradelli Witz-Hancsak. Fa da cornice la storia della Regia Scuola dArte di Velletri negli anni della Direzione Zauli (1898-1935), con ricca appendice documentaria.

Sindaco di Velletri
Presidente dellAccademia delle Belle Arti di Roma

Una seconda carissima Patria. Zauli Sajani da Forlì pittore, e la sua Scuola dArte di Velletri (1898-1935)
Marco Nocca

Edgardo Zauli Sajani dentro lIstituto Superiore di Belle Arti di Roma e fuori, a confronto col ritratto moderno
Anna Maria Damigella

Edgardo Zauli Sajani studente a via Ripetta, 1892-1902: notizie dallArchivio storico dellAccademia di Belle Arti di Roma
Barbara de Iudicibus

Cambiamenti urbanistici e sociali nella nuova capitale dItalia: il ruolo della Stazione e della ferrovia
Francesca Longo

Un romagnolo al centro dellimpero: dal ritratto al paesaggio, tra gli anni Venti e Trenta del Novecento
Gabriele Romani

Larte del pittore rimane. Il rapporto con Forlì
Luciana Prati

Da Forlì a Roma: la Velletri di Zauli Sajani dagli esordi del secolo al 1944
Umberto Savo

CATALOGO DELLE OPERE
Gabriele Romani

BIBLIOGRAFIA

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