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Meretrix. La prostituzione femminile nell'antica Roma.

Meretrix. La prostituzione femminile nell'antica Roma.

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A Roma, il corpore quaestum facere 'il guadagnare con il corpo' era uno dei mestieri che notoriamente si consideravano turpi e che comportavano l'infamia, ossia la privazione della buona reputazione, dell'onorabilità, di chi l'esercitava, con una minorazione della sua capacità giuridica; ma mai la società romana - e neppure quella attica - ostacolò apertamente questo mestiere degradante. Anzi lo accettò come normale componente della vita quotidiana, socialmente utile, in quanto costituiva, soprattutto per la gioventù, una valvola di sfogo sessuale, senza mettere in pericolo l'onorabilità delle donne ingenuae et honestae, matronae o virgines.
Il sesso non fu mai considerato, nel mondo pagano, un 'peccato' o un atto di cui moralmente vergognarsi; esso era vissuto con semplicità e naturalezza, senza incorrere nel biasimo sociale, purché praticato entro certi limiti e modi, senza compromettere la propria reputazione e danneggiare il proprio patrimonio.
Carla Fayer, già professore di Antichità Romane allUniversità di Chieti, è studiosa interessata agli aspetti giuridici e antiquari della storia Romana.
Tra le sue opere: Il culto della dea Roma (Pescara, 1976); Aspetti di vita quotidiana nella Roma arcaica (Roma, 1982); La familia romana. Aspetti giuridici ed antiquari (Roma, 1994); La familia romana. Parte II: Sponsalia. Matrimonio. Dote (Roma, 2005); Parte III. Concubinato. Divorzio. Adulterio (Roma, 2005).

Indice; Abbreviazioni; Introduzione.

Capitolo I. Tolleranza del meretricio
1. Acca Larentia
2. Il meretricio e le sue fonti
3. Il syngraphum contratto scritto
4. Laccettazione sociale del meretricio

Capitolo II. La Meretrix in Plauto e in Terenzio
1. Il meretricium in Plauto e in Terenzio
2. Meretrix mala, meretrix bona
3. Le meretrices in Plauto
3.1. Asinaria
3.2. Bacchides
3.3. Cistellaria
3.4. Curculio
3.5. Menaechmi
3.6. Mercator
3.7. Miles gloriosus
3.8. Mostellaria
3.9. Poenulus
3.10. Pseudolus
3.11. Rudens
3.12. Truculentus
4. Le meretrices in Terenzio
4.1. Eunuchus 197
4.2. Heautontimorumenos
4.3. Hecyra
4.4. Andria

Capitolo III. Il Leno e la Lena in Plauto e in Terenzio
1. Il leno in Plauto e in Terenzio
1.1. Cappadoce (Curculio)
1.2. Dordalo (Persa)
1.3. Lico (Poenulus)
1.4. Ballione (Pseudolus)
1.5. Labrace (Rudens)
1.6. Sannione (Adelphoe)
1.7. Dorione (Phormio)
2. La lena in Plauto e in Terenzio
2.1. Cleareta (Asinaria)
2.2. Melenide e Lena (Cistellaria)
2.3. Scafa (Mostellaria)
2.4. Syra (Hecyra)
3. La lena nellelegia romana

Capitolo IV. Denominazioni di meretrici
1. Denominazioni di meretrici in Plauto e in Terenzio
2. Denominazioni di meretrici posteriori a Plauto e a Terenzio

Capitolo V. Abbigliamento e maquillage
1. Scene di toletta in Plauto
2. Il catalogo di costumi nellEpidicus di Plauto
3. Meretrices vestes
4. Maquillage
5. Ulpiano D.47,10,15,15 e Tertulliano

Capitolo VI. Loghi di attivit `a meretricia
1. Roma: quartieri e luoghi malfamati
2. Lupanar/lupanarium, fornix
3. Caupona, deversorium, hospitium, popina, stabulum, taberna, thermopolium
4. Le cd. cellae meretriciae e i balnea
5. Tessere erotiche: spintriae
6. Flora e Venere Ericina

Capitolo VII. Lalegge e il meretricio
1. Personae infames
2. Augusto e i divieti matrimoniali
3. Feminae probrosae
4. Registrazione delle meretrici
5. Tassazione sulla prostituzione e sul lenocinio
6. Prostituzione degli schiavi

Bibliografia
Elenco delle fonti
Indice degli argomenti

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