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Quaderni di Archeologia della Libya. n. 23, n.s. III

Quaderni di Archeologia della Libya. n. 23, n.s. III

Proceedings of the Conference Mausolea and Funerary Landscape of Ancient North Africa. Acculturation and Regional Identity, Rome, Istituto di Studi Romani, 26-27 October 2017

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Direttore scientifico: Eugenio La Rocca
Comitato scientifico: Ahmed Hussein Y. Abdulkariem, Saleh Alhasi al-Agab, Barbara Barich, Matthias Bruno, Laura Buccino, Ahmed Buzaian, Vincenzo D' Ercole, Savino Di Lernia, Ginette Di Vita-Evrard, Mohamed M. al-Dueb, Serenella Ensoli, Mohamed Faraj Mohamed al-Faloos, Muftah Ahmed al-Haddad, Susan Kane, Mohamed al-Kawash, Eugenio Lo Sardo, Domenico Lo Vetro, Marco Maiuro, Attilio Mastino, David J. Mattingly, Oscar Mei, Oliva Menozzi, Vincent Michel, Peter Mitchell, Massimiliano Munzi, Luisa Musso, Emanuele Papi, Claudio Parisi Presicce, Farag M. al-Rashdi, Abdallah A. al-Rhaiby, José Remesal Rodríguez, Sergio Ribichini, Philipp von Rummel, Muftah A. al-Sholmani, Walter Trillmich, Mustafa Abdullah Turjman, Hafed Walda, Susan Walker
Redazione: Laura Buccino; Andrea Zocchi, Oliva Menozzi
Traduzioni a cura di: Crysta Kaczmarek (inglese); Mustafa Abdullah Turjman (arabo)

(n. 23, 2020) dedicato principalmente alla pubblicazione degli Atti del Convegno tenutosi a Roma, Istituto di Studi Romani, 26-27 ottobre 2017, dal titolo Mausolea and Funerary Landscape of Ancient North Africa. Acculturation and Regional Identity.

Tutti gli articoli, pubblicati in italiano o in inglese, sono introdotti da un abstract in inglese. Grazie all' intensa cooperazione con i colleghi del Dipartimento di Antichità della Libia (DoA), anche il n. 23 è provvisto degli abstracts di tutti i contributi in lingua araba e di una controcopertina illustrata.

The series was published beginning in 1950 by the Istituto Poligrafico dello Stato with the aim of illustrating Italian archaeological research in Libya and was taken over by the publisher LErma di Bretschneider in 1961. The current editorial project resumes this publication, which ceased in 2009. In December 2018, the 21st issue, nr. I of the new series, was published thanks in part to the contribution of the Fondazione MedA - Mediterraneo Antico - onlus, when it was transformed into a journal to guarantee a source of publication of high scientific prestige for scholars interested in the archaeology and history of Libya and the Mergheb. All of the articles, written in one of the main European languages, are provided with an English abstract and, thanks to the collaboration of colleagues from the Department of Antiquities of Libya, each volume is also provided with Arabic abstracts and an illustrated back cover. This new editorial project includes different sections, aimed at broadening interests to more diverse and multidisciplinary subjects, including epigraphy, ancient and colonial history, history of archaeology, history of the territory, archival documentation and digital resources, the management and needs of cultural heritage preservation, current issues, as well as the latest developments within the Libyan political framework. This extension is not limited to single subjects but extends as well to other regions of the Mergheb in the belief of the value of exchange and international cooperation related to common research subjects, not exclusively archaeological in nature.
La serie ha preso avvio sin dal 1950 per i tipi dellIstituto Poligrafico dello Stato, con la finalità di illustrare le ricerche archeologiche degli italiani in Libia. Nel 1961 è stata rilevata dalla casa editrice LErma di Bretschneider. Il progetto editoriale attuale riprende la pubblicazione interrottasi nel 2009. Nel dicembre 2018 è stato dato alle stampe, grazie anche al contributo della Fondazione MedA - Mediterraneo Antico - onlus, il n. 21, n. I della nuova serie, trasformata in una rivista, così da garantire una sede editoriale di alto prestigio scientifico per studiosi interessati allarcheologia e alla storia della Libia e del Maghreb. Tutti gli articoli, pubblicati nelle principali lingue europee, sono introdotti da un abstract in inglese. Grazie allintensa cooperazione con i colleghi del Dipartimento di Antichità della Libia, ogni volume è provvisto anche di abstracts in lingua araba e di una controcopertina illustrata. La nuova veste prevede unarticolazione in varie sezioni, finalizzata allampliamento programmatico degli interessi ad ambiti più differenziati e in unottica multidisciplinare, con linclusione di filoni di ricerca quali lepigrafia, la storia antica e coloniale, la storia dellarcheologia, la storia del territorio, la documentazione archivistica e le risorse digitali, la gestione e le esigenze di conservazione del patrimonio culturale, tematiche di contingente attualità, considerati anche gli ultimi sviluppi della situazione politica in Libia. Questo ampliamento non è limitato alle singole discipline, ma è esteso anche agli altri territori del Maghreb, nella convinzione del valore dello scambio e della cooperazione internazionale su temi di ricerca condivisi, non solo di natura prettamente archeologica.



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