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«Questo libro fu d’Andrea Palladio»

«Questo libro fu d’Andrea Palladio»

Il codice Destailleur B dell’Hermitage.

  • Series: L'ErmArte, 13
  • Pages and Illustrations: 320, 70 b/w ill, 45 Plates
  • Publication Year: 2015
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Presentazione
Il codice di disegni Destailleur B, conservato nella biblioteca del Museo Statale dellErmitage a San Pietroburgo, è noto fin dal 1891, quando Heinrich von Geymüller ne descrive brevemente le caratteristiche, ma fino ad oggi i suoi eccezionali contenuti documentari sono rimasti pressoché inesplorati.
Il manoscritto comprende 130 fogli, ovvero 260 pagine, delle quali 69 bianche e 189 disegnate, per un totale di 605 soggetti, quasi tutti accompagnati da legende. Di questi, 563 raffigurano la ricostruzione o, più raramente, lo stato di fatto, di templi, sepolcri, edifici, ponti, elementi architettonici e decorativi antichi ubicati a Roma, Albano, Brindisi, Capua, Cuma, Grottaferrata, Maddaloni, Napoli, Nola, Palestrina, Pozzuoli, Teano (o Teggiano?), Terracina, Tivoli e lungo le principali vie consolari. Un gruppo di 38 soggetti è correlato, invece, al lavoro antiquario di Jacques Androuet Du Cerceau ed altri due dimostrano stringenti legami con i progetti cinquecenteschi per la chiesa romana di San Giovanni dei Fiorentini.
La redazione del manoscritto, ad eccezione di alcuni soggetti, è attribuibile ad un solo autore, attivo tra Roma e il Veneto, e si attesta tra la metà degli anni quaranta e la fine degli anni cinquanta del XVI secolo, momento in cui il capillare lavoro di apprendimento, stratificazione e divulgazione della cultura antiquaria attraverso il disegno è ad uno stadio avanzato. Proprio il confronto puntuale con il corpus grafico di età umanistica e con le fonti archeologiche moderne e contemporanee, ha consentito di accertare che la maggior parte degli oggetti raffigurati nel Libro di Pietroburgo sono realmente esistenti, e di ricavare da essi una sorprendente quantità di informazioni, riversate nel presente volume, la cui utilità si rivela sostanziale tanto per gli studi archeologici, quanto per quelli umanistici.
Oltre a contribuire alla riscoperta di oggetti e monumenti talvolta perduti, infatti, questa ricchissima raccolta di immagini consente di delineare un quadro preciso del patrimonio antiquario a disposizione di studiosi e architetti attivi alla metà del XVI secolo. Tra questi, Pirro Ligorio, autore di una ponderosa serie di Libri delle Antichità in stretta relazione con il codice dellErmitage, allo stesso modo delle stampe e dei disegni di Jacques Androuet Du Cerceau, altro protagonista nella promozione della cultura antiquaria, ed infine, Andrea Palladio, il cui nome è inscindibilmente legato al Libro di Pietroburgo, passato dalle sue mani a quelle di altri illustri proprietari, quali Pierre-François Léonard Fontaine e Charles Percier.
Con il presente studio, dunque, il codice Destailleur B dellErmitage torna alla luce nella sua interezza, aprendo il campo a nuove e promettenti vie di ricerca.

Indice.

Ringraziamenti.

Introduzione.
Pierre Gros

Abbreviazioni.
Abbreviazioni manoscritti e disegni.
Abbreviazioni bibliografiche.
Abbreviazioni dei termini e dei nomi ricorrenti.
Unità di misura.

Il codice Destailleur B. Saggi.

1. Forma, contenuto e storia del codice Destailleur B.
Orietta Lanzarini

1.1. Stato degli studi.
1.2. Descrizione generale e contenuto dei fascicoli.
1.3. Tecniche di esecuzione, filigrane, numerazioni.
1.4. La fascicolazione attraverso le copie di disegni correlate al codice Destailleur B.
1.5. Attribuzioni. Fra Giocondo, Francesco e Aristotile da Sangallo, Sebastiano Serlio, Juan Bautista da Toledo e Anonimo Mantovano A.
1.6. Profilo degli estensori, caratteristiche dei disegni, elementi per la datazione.
1.7. Tra Roma e il Veneto. Le relazioni del codice Destailleur B con Pirro Ligorio, Antoine Morillon, il codice Destailleur A, e l'ambiente antiquario tra gli anni quaranta e cinquanta del XVI secolo.
1.8. Questo Libro fu di? I proprietari del codice Destailleur B, da Andrea Palladio a Pierre-François Léonard Fontaine, da Hippolyte Destailleur all'Ermitage. Con un'ipotesi attributiva.

2. Chi muta paese o luogo, pare che muti natura: cultura antiquaria e progettuale tra Italia e Francia nel codice Destailleur B.
Roberta Martinis

2.1. Un intruso nel codice Destailleur B: Jacques Androuet Du Cerceau.
2.2. Il ruolo di Du Cerceau e le sue fonti quattrocentesche.
2.3. Francia e Italia, diplomazia e antichità.
2.4. Radici antiche per una lingua nuova, o linvenzione della tradizione.

3. Sono le antiche fabbriche a guisa di ricche minere. Note sul contributo del codice Destailleur B alla conoscenza archeologica nel XVI secolo.
Orietta Lanzarini

3.1. Il codice Destailleur B negli studi archeologici.
3.2. Disegni e rovine a confronto. Sepolcri, templi, ville e ponti.
3.3. I frammenti raccontano. Roma, Albano e Tivoli.
3.4. I disegni come memoria dellAntico negli edifici ecclesiastici.
3.5. Epilogo.

Catalogo.
Orietta Lanzarini, Roberta Martinis

Avvertenze per la consultazione.
1. Schede di catalogo.
2. Fogli bianchi.
3.Tecniche di esecuzione dei disegni.


Apparati.
Orietta Lanzarini

Appendice A. Manoscritti e disegni correlati direttamente al codice Destailleur B.
Appendice B. Manoscritti e disegni correlati indirettamente al codice Destailleur B.

Tavole.

Indici.
a cura di Orietta Lanzarini

Indice dei nomi.
Indice dei luoghi e dei monumenti.
Indice dei manoscritti e disegni.


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